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TAMBURI A CORNICE

ASCOLTO E RESPIRO

TRASFORMARE LO STRESS

IPERTONI - OVERTONES

CREATIVITA' MUSICALE

CANTI RITUALI

 


ASCOLTARE, SENTIRE, SUONARE

 

Ascoltare profondamente se stessi ed imparare a sentire l'altro sono azioni fondamentali per chiunque voglia entrare in relazione profonda con qualsiasi esperienza di vita. Ascoltare e prendere confidenza con le proprie sensazioni è di per se un azione.

Queste azioni possono avvenire in diversi modi: attraverso un atto creativo, una tecnica di ascolto che renda più attenti e vigili, l'ascolto di suoni che risvegliano antichi ricordi, l'ascolto del proprio respiro o la scoperta di gesti musicali nuovi che attirano l'attenzione rendendoci più presenti. Il flusso continuo di pensieri, quel caos che molto spesso ci tiene lontani dal mondo interiore e di conseguenza dagli altri, può essere placato attraverso pratiche di meditazione, in particolare quelle dinamiche. Come un recipiente d'acqua se agitato a lungo non rivela che cosa realmente contiene, ma quando il movimento viene rallentato allora sul fondo compare ciò che era contenuto. Inizialmente questo processo avviene attraverso una più attenta percezione del corpo. Poi, fatte cadere le prime resistenze, è possibile imparare il corpo e riconoscere tutti i messaggi che esso invia. Il secondo passo è imparare dalle emozioni, ascoltarle senza esserne travolto. In questo modo, con pazienza, ci si avvicina a conoscere la propria vera individualità.

Essere in balia di pensieri ed emozioni è assolutamente normale e normale è riconoscere di sentirsi smarriti. Ma l'arte di osservare se stessi e "ripulire" i sensi è una via efficace per imparare ad essere attenti a quello che accade dentro ed attorno a sè: il sentire cosi vissuto è allo stesso livello del conoscere. Questo passaggio è possibile con qualsiasi strumento. Quello musicale è sicuramente molto efficace in quanto baipassa tutte le resistenze razionali.

Un altra modalità di sentire se stessi nella pratica musicale o nella meditazione vocale è il creare intenzionalmente un senso di apertura per vincere quel senso di chiusura interiore e pesantezza che impedisce alle nuove esperienze di essere sperimentate. Il nuovo si può presentare attraverso qualsiasi cosa, il non opporvi resistenza significa essere capaci di andare oltre per sepriemtare la profonda connessione che esiste tra sè e qualsiasi esperienza e per cogliere gli innumerevoli aspetti che ogni eventi nasconde.

A mio parere uno degli esperimenti più significativi in questa direzione è quello eseguito dal fisico Irlandese John Stewart nel 1964, il quale dimostro che quando due particelle subatomiche inizialmente accoppiate vengono poi separate e allontanate si crea una specie di connessione (entalgenment) per cui il comportamento di una condiziona in modo diretto ed istantaneo il comportamento dell'altra. Ma che cos'è questa energia che collegava queste due particelle? Max Plank, il padre della fisica quantistica, nel 1944 arrivo a postulare che la materia di cui è fatto il nostro mondo non è solo la materia che noi percepiamo.

Non c'è materia in quanto tale. La materia esiste in virtù di una forza cosciente, un campo di energia intelligente che connette ogni essere. Anche il nostro corpo emette ed assorbe in continuazione energia elettromagnetica la quale interagisce con le persone e gli ambienti che frequentiamo. Se quello che Plank ha teorizzato e che altri scienziati come John Wheeler o Vladimir Poponin hanno cercato di dimostrare è reale, allora esiste una reale connessione a livello sottile tra ogni essere ed ogni eventi, anche sonoro.

Ed il sentire è la porta a questa consapevolezza.

   
 

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