tibetana
 

PREFAZIONE:
ASCOLTARE, SENIRE, SUONARE

TAMBURI A CORNICE

TRASFORMARE LO STRESS

IPERTONI - OVERTONES

CREATIVITA' MUSICALE

CANTI RITUALI

 


ASCOLTO E RESPIRO

 

Secondo gli antichi Yogin la durata della vita di un uomo dipende dal suo modo di respirare. Dicevano che una persona che respira in modo lento e profondo vivrà più a lungo di una che respira in modo veloce e con inspiri brevi.

Essi misuravano la durata della vita non in anni ma in numero di respiri che, a loro dire, è assegnato al momento della nascita. Dalla respirazione gli Swara Yogi (gli studiosi del respiro) potevano capire molte cose della persona e dell’ambiente in cui viveva. Se il flusso nell’espiro era più intenso nella narice sinistra significava che l’individuo era incline alla riflessione mentre se era più forte nella narice destra era pronto per affrontare un’attività fisica. I flussi delle narici cambiano continuamente durante la giornata, all’incirca ogni ora. Inoltre i ritmi del respiro sono diversi a seconda dello stato emozionale: nella rabbia è veloce e sostenuto, nella serenità è lento e profondo. Indurre quindi un respiro più profondo porta ad una fermezza di pensiero, ad una migliore vitalità e ad una maggiore quantità di Prana.

Il Prana è quella sostanza che connette il corpo all’anima, la materia alla coscienza, sostenendo la vita . Il suo veicolo è l’aria, sia respirata dalla bocca o dal naso che assimilata dalla pelle. Nel corpo ci sono 5 diverse tipologie di prana ed ognuna di esse fornisce energia ad una parte del corpo: ad esempio l’APANA è localizzato nella zona sotto l’ombelico e fornisce energia all’intestino crasso ai reni ed ai genitali. Oppure l‘UDANA nutre e controlla la laringe, gli occhi il naso e tutti i recettori sensoriali: ci permette di pensare e di essere coscienti del mondo esterno. Per riempire e riequilibrare il prana nel corpo esistono una serie di tecniche chiamate Pranayama (controllo del prana) le quali se praticate con regolarità forniscono salute, vitalità ed una buona coscienza di sé.

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Per iniziare una buona pratica di respiro è importante capire come respirare. La respirazione completa o yogica coinvolge l’addome il petto e le clavicole così che nell’inspiro i polmoni si riempiono nella loro massima capacità e nell’espirazione sono svuotati completamente. Queste tecniche permettono la trasformazione di tensioni profonde, un rilassamento della colonna vertebrale e sono un’ottima preparazione al canto, al canto armonico o a qualsiasi pratica di musicoterapia vocale. Nelle terapie artistico espressive la consapevolezza del respiro può aiutare a comprendere la somatizzazione di emozioni positive e negative e il loro effetto sia sul corpo fisico che su quello energetico.

Attraverso il respiro ed una corretta stimolazione sonora si agisce cosi sulla persona nella sua totalità. La stimolazione sonora può avvenire semplicemente attraverso il suono di uno strumento, un canto o la somministrazione di determinate frequenze. Nel caso di uno strumento o della voce l’intenzionalità che il musicoterapeuta mette nella sua pratica è parte integrante dell’azione di riequilibrio. È così possibile portare a galla tensioni e lavorare sulla sensazione e la memoria corporea, trasformando così il senso di disarmonia in distensione ed accettazione.

   
 

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