Le antiche tradizioni musicali raccontano di una dimensione che è stata in parte smarrita,
una dimensione di reale unità con i suoni della natura, i flussi dell'esistenza e di costante ricerca della connessione con il Divino.
Così, dai miti di alcune tribù del Sudamerica, alla cosmologia degli egizi (la risata creatrice del dio Thor), agli Indù ed i Persiani,
il legame suono origine del creato è sempre stato presente.
In questi miti il suono oltre che creatore è anche nutrimento. In oriente c'è ancora l'idea del suono come cibo solidificato
nelle lettere dei testi sacri, e si crede che gli dei crescano grazie al canto degli uomini: non si celebra con
il canto ma si nutre la divinità con il canto stesso. Questa offerta sonora è di per sé un'azione sacra che accresce la
spiritualità dell'individuo. In questo senso, l�'arte autentica mantiene in sé un essenza religiosa.
Anche il legame tra suono e luce è spesso presente nelle culture antiche più evolute. Nella lingua sanscrita ad esempio suono si
dice SVARA mentre luce SVAR. Il rituale non è altro che questo richiamare
il suono che si ricongiunge alla luce divina dandogli una forma.
A livello simbolico nel canto con gli armonici la nota fondamentale
viene offerta affinchè gli ipertoni possano nascere, rivelarsi e dare ordine al mondo.
Ma il simbolo non è metafora: esso è una realtà materiale la cui formalizzazione permette
ad una realtà spirituale di manifestarsi.
La presenza dei fenomeni naturali in questa realtà è conseguente alla loro natura sonora.
Nel rito il suono non è simbolo nel senso
di ponte tra due realtà ma è richiamo della realtà stessa affinchè si manifesti.
Non esiste simbolo senza suono in quanto è il suono
stesso la realtà che il simbolo va a richiamare. Nei popoli primitivi i cantori o gli stregoni consideravano l'esecuzione vocale
non solo un'esperienza psicologica ma un'azione fisica.
Una semplice idea era considerata più concreta dell'atto stesso in quanto il pensiero
suono era considerato azione. Il suono precede la realtà, simbolo acustico del divino e l'udito è mezzo di comunicazione con
le forze sovrannaturali. Ma l'ascolto non è ancora vera partecipazione, è necessario imitarlo per entrare nel mistero.
Tanto più l'imitazione è reale tanto lo shamano o l'uomo medicina incarna la potenza del simbolo.
L'imitazione dei suoni della natura permette all'uomo di ritrovare il contatto con le energie del mondo,
allo scopo di riappropriarsi della propria sostanza acustica.
La voce, intesa come insieme di ritmo e timbro, è strumento potente che permette all'uomo di dare forma
alla propria realtà spirituale.
Il diaframma è potenza fisica che diviene suono. L'energia latente e l'energia di ogni pensiero vengono risvegliate dal flusso
ritmico melodico dei canti e divengono disponibili all'uomo che ne cavalca il suono.
Ognuno è quindi depositario di un suono sostanza che soltanto la persona stessa e lo shamano sono in grado di riconoscere.
Se ci si appropria di questo suono, lo si canta alla vita e ci si affida al suo ritmo è possibile riconoscere e partecipare
al grande suono o "grande parola" dell'esistenza. Riconoscere ed imitare la "piccola parola" del singolo individuo è quindi
ruolo esclusivo dello shamano cosi come è suo compito rendere udibile il grande suono alla comunità. Questa è l'essenza del rituale.
Il rituale può essere anche una richiesta di aiuto nel caso si tratti di un rito di guarigione. I Canti usati in queste circostanze
spesso sono incomprensibili nel testo e in quelli più antichi comparivano imitazioni di versi di animali o di fenomeni naturali.
In altri l'uso di sillabe sacre era intervallato da canti spontanei. Lo shamano inizialmente deve conoscere il suono intimo delle cose,
non tanto quello udibile ma il suono sostanza. E' necessario che egli riesca ad imitare questo suono per sciogliere
il confine tra sè e l'oggetto della malattia, scioglierne quindi la causa prima.
CANTI DI GUARIGIONE
Il suono è sacro. In tutte le religioni e le tradizioni spirituali le parole, i suoni e la musica sono state e
sono strumenti per comprendere e sostenere l'intero creato, la natura, la sua essenza divina e gli esseri umani.
I suoni di guarigione sono ancora oggi praticati come strumento terapeutico da uomini, donne sagge e shamani di
ogni parte del mondo. Attraverso i secoli suoni e ritmi curativi sono stati riscoperti diventando strumenti e
rimedi terapeutici per ogni disagio o malattia. Le tecniche di respiro si sono sviluppate parallelamente a canti
sacri di guarigione e devozionali.
Questi suoni portano al riconoscimento delle proprie radici spirituali e sono l'eco di un'eredità lontana, appartenente
ad una civiltà che sapeva dell'intimo legame tra musica e guarigione della mente e dello spirito.
Ogni generazione ha lasciato i suoi tesori, che gli shamani hanno raccolto ed oggi utilizzano per la loro consapevolezza interiore,
la liberazione dal dolore e il trascendere l'esperienza quotidiana. L'attenzione a questo patrimonio dell'umanità e
la comprensione di queste culture può essere anche per l'uomo occidentale occasione di riflessione e di riconoscimento
delle radici di tutte le moderne terapie con i suoni e di molte delle tecniche di musicoterapia.
Culture primitive non significa meno sviluppate ma soltanto più antiche e non ancora condizionate dall'attuale progresso tecnologico.
In questo senso i rituali ancora oggi praticati non sono meno efficaci o profondi di una moderna musicoterapia.
"Quando è possibile toccare ed entrare in contatto con il scaro che ognuno di noi ha dentro la guarigione può accadere."
Questo è il più grande messaggio di queste culture e di questi uomini.
"Tutti miei canti provengono direttamente dalla divinità.
Io canto all'inizio un rituale devozionale per preparare me stesso e il paziente.
Poi ci deve essere un'atmosfera di fede e devozione. Quando la divinità giunge a me io sento il Suo canto e vedo con i Suoi occhi"
Babaji, Ojha dell'India del Nord.
"Io comprendo quando la gente ascolta i canti di guarigione dei miei antenati:
loro si risvegliano e sentono una sete nuova per la vita.
Non è importante che loro capiscano il mio dialetto perchè è nel ritmo è nella melodia è nei suoni della foresta.
Questo desiderio di vivere riporta ognuno nel proprio equilibrio"
Darikiking Don Alejandro, uomo medicina della tribù degli Huachipayri, Amazonia
"Ogni Shamano di Tuva ha il proprio spirito animale guida. Con la sua voce può richiamare questo animale in suo aiuto o
può richiamare un altro suono di un altro animale che verrà usato per degli scopi specifici: il richiamo del Cuculo per
acquietare un bambino, quello del Corvo Imperiale per far scappare persone con intenzioni malvagie o il fischio della Civetta per calmare il bestiame"
Alexander Tavakay, Shamano della Repubblica di Tuva
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