Sia a livello percettivo che psicologico il canto armonico non lascia mai indifferenti.
Esso stimola processi di purificazione profondi. La produzione di frequenze acute
permette una ricarica della corteccia cerebrale e l'attivazione di alcune aree del cervello
atte alla prevenzione di ansia e stress. I messaggi che il suono invia al
corpo passano attraverso le cellule cigliate dell'apparato cocleo-vestibolare,
il quale traduce le frequenze in stimoli elettrici codificati poi dal cervello.
L'effetto è uno stato di generale rilassamento e apertura,
una maggiore lucidità e soprattutto momenti di cristallina intuizione.
E' possibile proiettare i suoni armonici in diverse parti del corpo utilizzando semplici
tecniche di visualizzazione per riarmonizzare, rinforzare o attivare. I tibetani, per esempio,
proiettano alcuni armonici nella ghiandola pineale per sviluppare la visione interiore.
Ogni frequenza è legata ad un'emozione o ad uno stato del proprio essere.
Attraverso la pratica è possibile riconoscere queste associazioni creando la propria tavolozza
armonica da utilizzare per sé quando c'èla necessità di alleggerire il carico e riconnettersi con il proprio sé.
I suoni armonici non nascono soltanto da una produzione vocale ma sono l'effetto di una
vibrazione di tutto il corpo.
Dalla laringe (organo particolarmente complesso) alla cassa toracica
alle ossa del cranio la vibrazione che si diffonde è essa stessa parte della produzione degli armonici.
Per questo pratiche corporee favoriscono la produzione e la conoscenza di queste frequenze.
Esistono tre tecniche fondamentali per approcciarsi al canto armonico:
la tecnica a singola cavità utilizzata da alcune tradizioni dell'area medio orientale,
con la quale si possono cantare le vocali e le semiconsonanti m e n e farle risuonare dal cranio a tutto il corpo.
La tecnica a doppia cavità con la quale si ottengono gli armonici più cristallini
e si può eseguire il caratteristico canto bifonico della tradizione mongola tuvana.
La tecnica del kargirà tipico della tradizione tibetana e particolarmente indicato
per rilassare corpo e mente e ridare una sensazione di centratura e stabilità.
La connessione tra le vocali e gli armonici è molto importante. Ogni vocale è ricchissima di
armonici ed in passato questi suoni venivano utilizzati come una vera e propria forma di preghiera.
Nel De Elocuzione di Demetrio possiamo leggere che " In Egitto i sacerdoti,
quando cantano inni in lode agli Dei, impiegavano le sette vocali, che loro
pronunciavano nella dovuta successione; ed il suono di queste lettere era cosi eufonico
che gli uomini lo ascoltano al posto degli auli e delle cetre."
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