tibetana
 

Prefazione
LA PERCEZIONE DEL DUONO

Cap. 1
L'ORECCHIO E L'UDITO

Cap. 3
IL SUONO DEL CORPO

Cap. 4
RITMI DELLE MENTE

Cap. 5
SUONO - FORMA - CREAZIONE

 


LA FUNZIONE DELL'ASCOLTO

 

La trasformazione delle vibrazioni provenienti dall'ambiente esterno in stimoli nervosi è resa possibile dal condotto cocleare e dal liquido semitrasparente contenuto al suo interno: l'endolinfa. Questo condotto si trova nella chiocciola ossea, struttura che assomiglia al guscio di una lumaca e situata nell'orecchio interno. Ci sono due membrane mobili nel dotto cocleare caratterizzate da dei movimenti ondeggianti i quali si propagano verso la cupola della chiocciola. Questi micro movimenti si propagano all'estremità esterna se stimolati da toni acuti e terminano posteriormente alla chiocciola se stimolati da toni più profondi.

Il cervello può così decodificare gli stimoli provenienti dai differenti punti della membrana. I suoni più acuti sono quelli che ricaricano maggiormente la corteccia cerebrale, mentre quelli più bassi tendono a togliere energia in eccesso. Questa rete nervosa parte dalle cellule cigliate dell'orecchio interno che attraverso il nervo acustico fa arrivare lo stimolo nervoso alla corteccia cerebrale, la quale viene nutrita e stimolata. Dopo aver fatto tappa nel talamo lo stimolo nervoso arriva nell'area del lobo temporale dove il suono viene razionalizzato.

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A seconda della frequenza il nervo acustico va a stimolare aree differenti della corteccia, che a sua volta comunica con differenti parti del corpo attraverso trasmissione neurochimica. Partendo da questo principio, attraverso l'ascolto di un suono, si può raggiungere ed interagire con qualsiasi parte del corpo. Di conseguenza una disfunzione dell'udito provoca danni in aree del corpo non necessariamente collegate tra loro. L'udito è responsabile della percezione di sé e del proprio modo di comunicare sia nell'atto verbale, attraverso la voce, che in quello non verbale, attraverso la gestualità e la postura del corpo. Il dottor Tomatis fece molte sperimentazioni in questo senso dimostrando come l'ascolto filtrato della propria voce condizionasse la voce stessa ed alcuni movimenti del corpo al di là della volontà del soggetto.

Il nervo acustico è inoltre connesso al nervo vago, conosciuto anche come X paio di nervi cranici. Esso è responsabile di molte funzioni: controlla la muscolatura della laringe ed i muscoli del palato, stimola la produzione dell'acido gastrico e regola i movimenti compiuti dallo stomaco durante la digestione ed i movimenti peristaltici dell'intestino. Inoltre può variare la velcoità dei battiti cardiaci. Le frequenze che arrivano alle nostre orecchio producono effetti su tutto il corpo. Una percezione non adeguata della propria voce o l'essere sottoposti a frequenze non appropriate o troppo invadenti, può essere origine di disturbi in diverse aree del corpo e può compromettere la funzione stessa della comunicazione verbale o la fluidità nel paralto e nel canto.

L'ascolto, oltre che avere una funzione stimolante nel ricaricare la corteccia cerebrale e permettere lo scarico nel caso di un eccesso di energia, è anche uno strumento terapeutico complesso ed articolato. Ma ascoltare non significa soltanto recepire con l'orecchio un'onda sonora: il corpo intero partecipa alla percezione del suono. Anche la pelle percepisce le vibrazioni provenienti da fonti sonore e le traduce in sensazioni attraverso i suoi recettori nervosi.

 

   
 

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