| In questo spazio la musicoterapia viene presentata come
percorso creativo per conoscere se stessi e l’altro attraverso l’esperienza del suono:
un approccio le cui fondamenta attingono sia dalla tradizione occidentale che da quella orientale.
In questa visione il musicoterapeuta è vicino alla
dimensione terapeutica ma anche a quella rituale, all’energia del
suono ma anche alla percezione sottile, al movimento corporeo ed alle energie emotive.
Al centro di questa visione c’è la necessità di integrare la nostra esperienza
a pratiche musicali di altre culture, come quella indiana, della
tradizione mediorientale, del canto con gli armonici, dei tamburi a
cornice e delle tecniche di meditazione attiva.
Credo che la saggezza insita
in queste realtà vada compresa e vissuta per accedere a livelli di coscienza
sempre più profondi. Riavvicinarsi alle proprie radici
attraverso l’integrazione di conoscenze antiche, allo scopo
di acquisire strumenti efficaci di trasformazione interiore e di riequilibrio psichico e fisico.
In questa visione è essenziale apprendere la percezione sottile del corpo attraverso tecniche di
ascolto profondo e di respiro, integrate con il
suono attraverso atti sensibili e creativi: trasformare il senso di
separazione da sé in senso di appartenenza ad un tutto più vasto.
Coltivare le proprie capacità percettive, divenire consapevoli della
propria struttura energetica, andare oltre l’esperienza
del quotidiano per riconoscere la realtà in cui viviamo nelle sue diverse e molteplici sfaccettature.
Fare esperienza del suono è fare esperienza del proprio essere, attraverso
l’ascolto e il silenzio, l’osservare e l’osservarsi per entrare in contatto con la propria vibrazione essenziale.
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