tibetana
 

PREFAZIONE:
ASCOLTARE, SENIRE, SUONARE

TAMBURI A CORNICE

ASCOLTO E RESPIRO

TRASFORMARE LO STRESS

CREATIVITA' MUSICALE

CANTI RITUALI

 


IPERTONI - OVERTONES

 

Il canto con gli armonici è una pratica mistica rituale presente in diverse tradizioni. Pare fosse conosciuta fin dai tempi degli egizi o forse da civiltà ancora precedenti. Di questa particolare forma di canto ci sono già alcuni accenni nella letteratura musicale ma le tecniche vere e proprie del canto con gli armonici ci sono state rivelate nella storia recente dalla tradizione spirituale del Buddismo Tibetano e dall'esecuzione dei canti della tradizione sciamanica della mongolia, in particolare della repubblica di Tuva. Gli armonici sono oltre ad una pratica musicale, un momento di canto rituale, un momento di preghiera e contatto con il Divino ma anche una pratica di trasformazione della coscienza.

Per secoli gli armonici sono stati veicolo di invocazione della divinità, strumento per bilanciare i centri energetici del corpo e per attivare delle specifiche zone del cervello come ad esempio la ghiandola pineale. Questa capacità di emettere due note contemporaneamente è un fenomeno sonoro piuttosto interessante in quanto gli armonici non vengono cantati direttamente, ma attraverso l'impostazione del cavo orale e degli organi fonatori emergono da sé, nascendo dalla nota fondamentale emessa. Gli armonici seguono una sequenza ben precisa, corrispondente alla serie numerica di Fibonacci (matematico Pisano del 1200) la quale oltre ad avere diverse proprietà matematiche ha un'interessante caratteristica: il rapporto tra un numero della serie e quello che lo precede tende ad avvicinarsi al rapporto aureo (1,618).

Galassia - nasa

Questo numero è presente in moltissime "forme" della natura, dai petali della rosa alle galassie ad alcune proporzioni del corpo umano. Gli armonici rivelano sul piano acustico una struttura legata intimamente con la materia e le forme della realtà.

Che cosa sono gli armonici? Gli armonici non sono altro che i piccoli mattoncini di cui si compone il suono. Se è possibile distinguere durante un'esecuzione strumentale un flauto da un violino o da uno strumento a percussione lo si deve agli armonici. Anche il differente timbro della voce è costituito da suoni armonici che mescolati assieme creano il peculiare colore del suono: il timbro. Prendendo come esempio una corda che vibra ad una data frequenza a cui attribuiamo il nome Do, quando la ascoltiamo normalmente riconosciamo solo la nota stessa: il DO. Quando, però, quel Do sta suonando molti altri suoni sono presenti: gli armonici. Essi seguono dei rapporti ben precisi, così partendo dalla nota fondamentale DO saranno:

DO DO SOL DO MI SOL SIb DO RE MI FA# ....

 

EFFETTI DEGLI IPERTONI

Dal punto di vista fisiologico l'ascolto di questi suoni va a stimolare la corteccia ricaricandola e stimolandone diverse aree. Questi suoni e la loro sequenza sono di per sé un mistero. Questo lascia intuire la loro origine archetipica e la potenzialità di risvegliare in noi una coscienza più evoluta ed, allo stesso tempo, di farci cogliere aspetti nuovi ed essenziali della realtà. I canti sacri ed il canto armonico sono essi stessi strumenti di crescita, di evoluzione della propria coscienza. Coinvolgendo la sfera fisica ed emotiva arrivano a stimolare aspetti latenti della nostra mente accompagnandoci e sostenendoci nella comprensione di ciò che viviamo.

Sapere rinnovarsi costantemente, non attaccarsi alle conoscenze apprese e saper vivere il non attaccamento alle situazioni ed alle certezze effimere di questo mondo sono azioni importanti nell'evoluzione personale: esse danno l'opportunità di creare spazio nella propria vita ed accogliere lo sconosciuto ed il nuovo, esattamente come quando, nuotando in un fiume, ci si rende conto della forza della corrente solo arrestando il proprio movimento. Gli armonici permettono questo arresto e questa comprensione di che cosa sta realmente accadendo nel momento presente. Determinate frequenze armoniche portano ad uno stato percettivo nel quale si rallenta il continuo lavorio mentale, potendo cosi rilassare le funzioni vitali creando quella condizione chiamata still point o "punto di arresto", in cui il corpo ritrovandosi in uno stato di profondo rilassamento si rigenera ricaricandosi.

 

   
 

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