La musicoterapia vocale è uno strumento di crescita personale la cui finalità
è permettere l’espressione spontanea dei blocchi emotivi
e la liberazione dalle tensioni superficiali e del profondo,
attraverso l’uso della voce associato a posture o a stimolazioni di punti riflessi.
Il portare a galla antiche memorie, emozioni di cui non si è consapevoli o sensazioni latenti,
attraverso la stimolazioni vibratoria della voce, è una modalità particolarmente
intensa di toccare le tensioni emotive “assorbite dal corpo” e trasformare
quest’energia in modo da liberare la persona da condizionamenti interiori
o emozioni che ostacolano il proprio percorso di vita.
Durante una sessione di musicoterapia vocale è molto importante creare
una dimensione di fiducia nei confronti del suono.
Spesso si associa alla propria voce tratti della propria personalità,
rendendo la pratica vocale più un momento di giudizio verso di sé che
un momento di profondo ascolto. In questo senso la pratica della musicoterapia vocale
viene affiancata da tecniche di catarsi vocale, scale terapeutiche ed altri strumenti
che vanno a scardinare gli atteggiamenti di “auto accusa”. La persona ha la possibilità di
osservarsi in modo nuovo, la di là dei condizionamenti e dei pensieri ricorrenti
che generano una falsa immagine di sé. Il suono ha quindi un significato simbolico
(ogni suono viene associato a uno stato dell’essere) ed un’azione fisica
(la vibrazione della voce agisce dall’interno rendendo consapevoli delle tensioni che creano chiusura e dolore).
Il mio personale approccio alla musicoterapia vocale riunisce diversi strumenti:
suoni e posture associate ai chakra,
risonanza corporea attraverso sequenze vocaliche, espressione vocale del bambino emozionale,
catarsi attraverso la voce, canto armonico, suoni degli organi secondo il Qi Gong
e tecniche della musicoterapia nadabrahama
secondo gli insegnamenti del maestro Vemuk Mukunda.
Tutti questi strumenti hanno lo scopo di creare una relazione positiva
con sé stessi, al di là della paura.
L’espressione vocale del bambino emozionale è essenzialmente un approccio
in cui si ricerca la propria essenza, l’andare al di là della mancanza
di quel senso di “Io sono”. Ed è proprio questa esperienza di mancanza
che spinge verso la ricerca di sé stessi. L’espressione vocale in tal senso
è un modo per liberare le tensioni inespresse da molti anni e le emozioni più antiche
ed il suono è lo strumento più efficace per trasformare una sensazione sepolta
in materia sensibile. Parafrasando C.G.Jung quando una situazione interiore non è
portata alla coscienza, appare all'esterno come fato…
La musicoterapia nadabrahama secondo gli insegnamenti del maestro Vemuk Mukunda è un insieme
di preziose pratiche di musicoterapia vocale in cui il respiro e l’utilizzo
dell’energia pranica sono le basi per le vocalizzazioni dell’A U M,
sequenze vocaliche e consonantiche legate a stati d’animo (i suoni DHI o DHIM rafforzano lo stato psicologico del coraggio)
e le 64 scale Melakartha, scale cromatiche e pentatoniche la cui caratteristica
è dare un aspetto vibrazionale a precisi punti del corpo e alle corrispondenti
dimensioni emotive: l’aspetto psichico
viene risvegliato dalla scala ed il lavoro avviene a livello puro sulla mente incondizionata.
I Suoni degli organi secondo il Qi Gong sono un insieme di pratiche
in cui si uniscono a movimenti del Qi Gong della scuola di nanchino suoni che vanno
ad interagire con l’energia dell’organo e del suono meridiano energetico corrispondente.
Inoltre a questi suoni viene associata una sequenza di movimenti per il riequilibrio dell’energia interna, il Qi.
Essa veniva chiamata Baduanjin o gli 8 movimenti di seta per ricordare che il benessere da essi
generato è prezioso quanto la seta. Questa tradizione ha origine da alcuni testi,
tra cu il Nei Ching, secondo cui ogni organo ha un suono specifico e se si trova in una
situazione di disequilibrio questo suono si distorge. Le posture legate ai suoni sono importanti
per bilanciare le energie interne, togliendo dove c’è un eccesso e portando dove c’è una carenza.
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