Da alcuni anni diversi ricercatori stanno verificando che il suono e la pratica delle percussioni
tradizionali ed etniche hanno implicazioni nell'ambito del benessere personale:
ascoltare con attenzione o suonare un tamburo (a cornice) rinforza il sistema immunitario
e produce un benessere sensibile e, nei casi da affaticamento da stress, riduce il carico d'ansia.
Facendo esperienza e pratica con i tamburi a cornice ci si accorge di come vengono coinvolte zone precise del corpo:
il Bendir, stimola il movimento del diaframma, il tar è più connesso al ritmo del cuore ed al respiro,
il Riq è legato al petto alla gola ed alcuni timbri allla pancia. Tutti questi strumenti stimolano
anche una migliore capacità di ascolto, una migliore postura ed una maggiore freschezza mentale.
La trasmissione fisica di energia ritmica permette al cervello di sincronizzare più velocemente
i due emisferi e di accedere ad informazioni presenti nell'inconscio. Questo processo facilita
l'integrazione delle informazioni latenti.
Inoltre la frequenza delle onde alfa risulta più stabile nei due emisferi. Questo significa
che la persona raggiunge uno stato di presenza attenta durante tutta l'esecuzione.
Suonare un tamburo a cornice significa anche imparare a calmare la propria mente senza vivere di
aspettative, liberando pensieri che entrando in una dimenzione di attenzione al suono. La musica non
è qualcosa che semplicemente si impara, è un oceano nel quale ci si può immergere.
Più la mente è calma mentre si pratica migliore sarà l'attenzione al proprio sentire ed il suono prodotto avrà una qualità diversa.
In altre parole il giusto atteggiamento è quello di suonare per il proprio cuore, come insegnano i Sufi.
Essere in relazione con sé stessi vuol dire essere in relazione con l'altro,
sia in un momento di suono, che di dialogo, che di silenzio.
Il ritmo, il suo ascolto e la risonanza che provoca in noi avvicina alla
consapevolezza del ritmo naturale.
Esistono ad esempio delle danze che si
avvalgono di una suddivisione naturale del ritmo, come nel caso delle danze sacre caucasiche
in cui impercettibili pause creano un fluire lontano dal senso classico del ritmo ma decisamente
più spontaneo ed autentico. Non uno schema ritmico ma una sorta di asimmetria naturale.
La dissonanza interiore ed il senso di disarmonia si presentano quando, all'interno di
schemi rigidi, limitiamo la capacità di risuonare completamente e totalmente con i battiti
del nostro sentire interiore e del nostro vivere sulla terra. L'etimologia della parola
ritmo deriva dal greco e significa fluire. Possiamo così imparare a fluire con i ritmi
della natura, con i ritmi degli eventi atmosferici o con i ritmi delle stagioni semplicemente
iniziando a fluire con ciò che nasce in noi mentre suoniamo un tamburo. Percepire ogni
suono ed ogni impulso, lasciare che ogni battito ci riporti in una dimensione più presente:
uscire dall'isolamento interiore per divenire consapevoli della sottile connessione con l'attimo in cui viviamo.
Uno strumento efficace in questo senso è il frame drum circle: un'esperienza nella quale si possono sperimentare diversi ritmi,
dai più semplici a quelli più complessi e vivere una dimensione espressiva e di relazione.
Esprimere ciò che a livello verbale non riusciamo a dire attraverso uno strumento è un atto di libertà,
un momento in cui la spontaneità va oltre l'imbarazzo ed il giudizio. Suonare assieme ritmi che
venivano praticati centinaia di anni fa crea un energia di gruppomolto potente e genera una dimensione
di sostegno reale, la quale permette di fare l'esperienza di fluire nel ritmo del gruppo.
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