Le onde cerebrali conosciute anche come brain waves condizionano
una buona parte dei ritmi fisiologici ed energetici del corpo, nonchè l'attività di pensiero, i processi creativi e gli stati meditativi.
Già dal secolo scorso la conoscenza dell'attività elettromagnetica del cervello ha
permesso di riconoscere i ritmi della mente attraverso la rilevazione di queste bande di frequenza.
Esse sono state catalogate come onde alfa, onde beta, onde teta e onde delta.
Ognuna di essere corrisponde ad uno stato di coscienza diverso.
Durante il giorno ognuno di noi sperimenta diversi stati: da quello ordinario
di veglia ai diversi stadi del sonno o anche stati di coscienza meno ordinari:
l'essere particolarmente creativi, intuitivi, un senso di connessione profonda rispetto
ad una persona o ad un evento, momenti di intensa
presenza e lucidità. Tutte queste situazioni sono dovute in gran parte
dall'incessante attività del cervello.
Le onde beta hanno una frequenza che varia da 13 a 30 hertz
e sono associate alle normali attività di veglia, quando siamo concentrati sugli stimoli esterni.
Nei momenti di stress o di ansia le onde beta ci permettono di tenere sotto controllo
la situazione e dare una soluzione rapida ai problemi.
Le onde alfa hanno una frequenza che varia da 7 a 13 hertz e sono associate a uno stato
di coscienza vigile ma rilassata, uno stato meditativo leggero.
Sono tipiche dell'attività cerebrale durante la pratica dello yoga, taj chi, ecc...
Le onde teta hanno una frequenza tra i 3 ed i 7 hertz e sono proprie della mente
impegnata in attività di visualizzazione e ispirazione creativa.
Tendono ad essere prodotte durante la meditazione profonda. Nelle attività di veglia le
onde teta sono il segno di una capacità immaginativa radicata nel profondo,
di uno stato di ispirazione e di una capacità di apprendimento veloce.
Le onde delta hanno una frequenza tra 0,1 e 3 hertz e sono associate al più profondo
rilassamento psicofisico. Queste onde cerebrali a minore frequenza sono collegate
alla mente inconscia o allo stato di estasi o abbandono totale.
Ciò che si è osservato nel cervello, sottoposto a impulsi provenienti
da una fonte sonora esterna o dal canto, è che esso ha una naturale tendenza a
sintonizzarsi e ricaricarsi attraverdo determinate frequenze e con alcune vinbrazioni
sonore ha più facilità ad accedere ad informazioni latente.
Normalmente ci prendiamo cura del nostro corpo, lo nutriamo, ne aumentiamo le difese,
interveniamo laddove necessita di essere riequilibrato. Anche l'ascolto della musica e
delle wave brains, di particolari frequenze prodotte dal canto armonico o dai canti di
guarigione può essere introdotto come una normale prassi di prevenzione e di supporto.
Un altro aspetto interessante è relativo alla sincronizzazione degli emisferi
e dei cervelli: due ricerche svolte da parte del dott. Nitamo Montecucco hanno
evidenziato che, in stati di meditazione, le onde cerebrali dei partecipanti generano un'unica onda
sinusoidale come se tutte le differenti frequenze dei vari centri cerebrali
iniziassero a suonare un'unica sinfonia.
La stessa cosa vale se si considera una relazione: due persone vicine, i cui cervelli si
sincronizzino, inizieranno ad avere una maggiore facilità di comunicazione verbale e non verbale
con una conseguente affinità ed una profonda sensazione di fiducia.
I BATTIMENTI
Molti ricercatori stanno prendendo in considerazione lo stimolo delle brain waves in
quanto potente strumento per la ricerca e la terapia nel campo della neuroscienze.
Per somministrare queste onde al cervello si utilizza un processo chiamato ritmo bineurale,
con il quale diventa possibile mutarne la frequenza, da quella di partenza ad un'altra.
Per esempio, se una persona è nello stato Beta ed uno stimolo di 10Hz è applicato
al suo cervello per un certo tempo, è probabile che la frequenza dello stesso vari,
sincronizzandosi a quella cui lo si espone. La frequenza viene somministrata proponendo
un tono costante ad un orecchio ed un altro diverso all'altro la cui differenza dia
origine alla frequenza (in questo caso di 10Hz). Se nell'orecchio destro si ascolta un suono a 450
Hz e nell'orecchio sinistro uno a 460 Hz si percepirà una frequenza di 10 Hz.
Queste frequenze furono scoperte nel 1839 da un ricercatore tedesco H. W.
Dove ed ancora oggi vengono utilizzate per stimolare stati di rilassamento,
di percezione profonda e di apprendimento veloce.
Quando lo stato del cervello e' già di partenza vicino allo stimolo proposto,
l'induzione agisce più efficientemente.
Se invece si vuole condurre un cervello più "stressato" ad uno stato di rilassamento vigile
è necessario applicare ad esso una frequenza che corrisponde alla lunghezza d'onda di partenza per poi diminuirla gradualmente
ad una velocità tale
da permettere al cervello di essere in sincronia con lo stimolo applicato, sino a portarlo allo stato vibratorio desiderato.
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