tibetana
 

Prefazione
LA PERCEZIONE DEL DUONO

Cap. 1
L'ORECCHIO E L'UDITO

Cap. 2
LA FUNZIONE DELL'ASCOLTO

Cap. 3
IL SUONO DEL CORPO

Cap. 4
RITMI DELLE MENTE

 


SUONO - FORMA - CREAZIONE

 

La Kimatica è la scienza che studia le forme e le figure create dalle onde sonore. La sua etimologia deriva dal greco (kùma), che significa flutto inteso come un'onda creatrice.

Di questa saggezza del suono se ne parla già nei testi antichi come nei Veda, nel Sefer Yetzirah ed anche nella Sacra Bibbia. I riferimenti al suono non sono casuali o metaforici. Il suono è realmente agente creatore. Ma è solo nel 1787 che il musicista e fisico tedesco Ernst Chladni pubblicando Entdeckungen Uber die Theorie des Klanges (Scoperte sulla teoria dei suoni) pone le fondamenta di questa disciplina della fisica.

Uno dei successi di Chladni fu quello di escogitare un metodo per rendere visibile quello che le onde sonore generavano. Con l'ausilio di un archetto di violino, che sfregava perpendicolarmente lungo il bordo di lastre lisce ricoperte di sabbia fine, egli realizzò gli schemi e le forme che oggi vanno sotto il nome di "figure di Chladni". Dimostrò quindi una volta per tutte che il suono di fatto influisce sulla materia fisica con la prerogativa di creare schemi geometrici. In questo modo Chladni dimostra che il suono è portatore di informazioni archetipiche.

Tuttavia è solo nel ventesimo secolo che la Kimatica inizia ad creare interesse, soprattutto grazie ad uno scienziato e ricercatore svizzero: Hans Jenny. Utilizzando delle apparecchiature moderne Jenny misurò, fotografò, sperimentò gli effetti delle vibrazioni sonore su diversi materiali e scoprì che le forme create dal suono erano prevedibili. Stimolazioni sonore ripetute nel tempo, come ad esempio sequenze vocaliche (oooo, aaaa) corrispondevano sempre alle stesse figure. Con lo studio della Kimatica si è avuta conferma che la realtà vibratoria dei suoni da forma alla materia. Esistono quindi rapporti precisi tra forma e frequenza, rapporti che stanno alla base di tutto ciò che esiste. E' il suono, quindi, che genera le forme.

Alcune frequenze generano forme simili agli Yantra, le figure geometriche che identificano a livello simbolico i chakra. Sembra che gli antichi conoscessero queste leggi. Questo si evidenzia sia nei diversi miti sulla creazione nei quali un suono o un canto creatore genera l'universo, sia rispetto alla geometria sacra utilizzatata come strumento di crescita e comunicazione con il divino sia nel Tantra Yoga che utilizza la consapevolezza delle forme geometriche interiori come strumento di elelvazione. Se oltre al suono anche ogni pensiero e sentimento fosse una vibrazione, in ogni istante noi creeremmo a livello molecolare delle forme nel nostro corpo e nell'ambiente che ci circonda. Esiste in questo senso uno studio molto interessante da parte di uno scienziato giapponese, Masaru Emoto. Egli sottoponendo l'acqua a sollecitazioni musicali, a rituali di preghiera o al semplice pensiero, attraverso etichette applicate a dei contenitori, ha verificato che i cristalli che si formano congelando l'acqua sollecitata cambiano forma, cioè modificano la loro struttura in base al messaggio che l'acqua riceve.

Secondo Emoto quindi la realtà esiste nel modo in cui la si osserva ed assume una forma nel modo in cui la si pensa. Se il nostro corpo � composto per oltre il 70% di acqua e se i pensieri ed i suoni possono condizionare questo elemento cosa possono quindi provocare in noi?

Foto di Masaru Emoto
Foto di Masaru Emoto

Il dottor Nitamo Momtecucco attraverso una serie di esperimenti ha dimostrato che l'energia/coscienza delle persone si influenza vicendevolmente. In più casi ha osservato una desincronizzazione dei due emisferi in un soggetto in meditazione nel momento in cui una persona estranea si era avvicinata. Il suo campo energetico-psichico, del tutto estraneo al moneto di meditazione, aveva turbato il campo del soggetto in meditazione e quindi la sua coerenza cerebrale. All'allontanamento immediato dell'estraneo si è avuta un'immediata risalita della sincronizzazione. Lo sperimentatore o il terapeuta non può che influenzare attivamente e costantemente la percezione e lo stato d'animo del paziente.

Un altro ricercatore, il medico psicoterapeuta Alfred Tomatis ha studiato per anni l'influenza del suono sul corpo umano e come l'ascolto di determinate frequenze possa influenzare la personalità, l'immagine di sé, le proprie capacità relazionali, la postura e la forma del corpo. Egli ha postulato che ogni luogo viene influenzato da molti fattori ma i più condizionanti sono i suoni ambientali e la qualità della lingua parlata. Risiedere in un luogo piuttosto che in un altro modifica sensibilmente la postura, la fisionomia e la forma mentis della persona. L'elemento determinante in questo cambiamento è quindi il suono, che modella l'essere nella sua totalità. Anche secondo Tomatis il suono crea forme a tal punto da modellare la realtà.

Parlare e cantare con armonia ed in armonia modifica quindi il nostro corpo, la nostra mente, la percezione che abbiamo di noi stessi e la nostra immagine reale. Fabien Maman, ricercatore e musicoterapeuta asserisce invece che, prima del classico processo in cui la vibrazione del suono viene trasformata in energia elettrica, che dal cervello viene poi inviata a tutto il corpo, le melodie e la musica devono necessariamente attraversare i corpi sottili.

Per dimostrare questo Maman ha condotto diversi esperimenti su cellule umane, su cristalli e su tessuti (cotone) somministrando dei suoni prodotti da strumenti musicali come chitarra, xilofono o dalla voce umana, verificando gli effetti a livello dei corpi energetici. Individuando quindi la frequenza sonora di cui avevano bisogno le cellule e mettendole in risonanza con i suoni proposti ha notato come le forme elettromagnetiche attorno alla sostanza organica si modificassero ed acquisissero colori significativi. Per osservare questi fenomeni si è avvalso della macchina Kirlian.

Dalle foto si comprende come i suoni, in particolare suoni puri come gli armonici, interagiscono con l'aura mettendola in risonanza e interagendo con le memorie stesse della cellula.

 

   
 

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